Ex-Membri-Paul DiAnno

Paul Di anno Tra gli ex, Paul di Anno è forse quello che ha sofferto di più del complesso Iron Maiden. Il cantante viene sempre associato più di qualsiasi altro musicista al gruppo cui apparteneva, così accadde che mentre per un chitarrista la carriera solista, o quel che sarà, ha sempre un sapore fresco e nuovo, per il cantante si fanno sempre facili associazioni vocali tanto che sotto gli annunci dei suoi concerti successivi, c’ è sempre un ex qualcosa che lo marchia. Non d’ infamia si tratta ma di un passato che si preferisce dimenticare, soprattutto se si è stati licenziati, per non intralciare il futuro indirizzato in una diversa direzione. Per molto tempo, Paul è stato l’ elemento più “consumatico” degli Iron, ma dalla sua fuoriuscita, le cose sono andate tutt’ altro che bene. Molti sono stati i progetti intrapresi da Paul. In primo luogo la formazione dei Lonewolf, che il 1982 vide in tournee con i Thin Lizzy ma che riscosse scarso interesse su tutti i fronti e non portò a nulla, contratto discografico compreso. Nel 1984, dopo l’ arrivo dell’ ex batterista degli Waysted, Frank Noon, nacquero i “Di Anno”, i quali sembravano avere una carriera più fortunata rispetto ai vecchi Lonewolf. Venne firmato un contratto discografico con la HM Records, uscì un LP (“Di Anno” appunto) e sembrava che le cose si fossero finalmente messe a girare nel verso giusto. Se non che il problema principale era che tutti i componenti della band, ad eccezion fatta di Paul, erano sposati ed il fatto di raggiungere o meno il successo, sembrava un fattore secondario rispetto alla loro vita personale, mentre invece, per Paul si trattava più di una questione di principi (onore?) mantenere, o meglio, accrescere, il nome che si era costruito grazie alla sua permanenza negli Iron Maiden, per questo motivo, quindi, anche il progetto Di Anno cessò di esistere. Nel settembre dell’ 85, Paul insieme ad altri personaggi, quali: Pete Willis (ex Def Leppard), Janick Gers (ex Gillan), Neil Murray e Clive Burr, costituiscono i Gogmagog, gruppo destinato allo scioglimento dopo la realizzazione di un unico EP, causa la continuazione delle carriere dei singoli componenti, nonostante il progetto avesse ricevuto l’ interessamento e il supporto da parte di alcune tra le maggiori case discografiche. Per Paul Di Anno i Gogmagog furono un passaggio alla band attuale: i Battlezone. Dopo un paio di cambiamenti di formazione (chitarrista e bassista), la terza realizzazione su vinile di Paul Di Anno dalla dipartita dagli Iron Maiden ed il successivo trasferimento della band in America alla ricerca di qualcuno che li prendesse in considerazione. Nell’ 82 quando Paul ululava nei Lonewolf … PDA “Dopo 5 anni negli Iron Maiden cominciavo ad essere annoiato e stanco, si era andati oltre ogni limite. Io non sono propriamente nell’ heavy metal, mi piace molto di più dedicarmi ad un certo tipo di hard rock vecchio stampo e, soprattutto, al progressive rock. Avevo pensato così di fare qualcosa per conto mio per un certo tempo, fino che durante l’ ultima tournee mondiale ho ritenuto che non fosse giusto nei confronti della band restarvi ancora, non era serio per il pubblico che veniva ai concerti e neanche verso di me. Non era affatto divertente non riuscivo a rendere quel 100% che devi sempre ottenere in una band come quella dove l’ impegno deve essere totale, così ho deciso di lasciare. Non sono stato licenziato. Direi che tutto quello che si è detto è eccessivo, sono sempre stato molto cortese con i fans, li applaudo ogni sera, parlo con loro, firmo gli autografi e sicuramente non li ho mai evitati, non so perché si sia detto che mi atteggiavo a superstar. Inoltre non ci si può permettere di agire così, non è produttivo. Puoi essere il migliore ma se nessuno compra i tuoi dischi, se nessuno viene ai tuoi concerti, non esisti dal punto di vista musicale. Forse un fondo di verità c’ è, nel senso che mi ero distaccato un po’ sia dal gruppo che dalla gente, mi sembrava di prendere in giro tutti quanti. Per me era diventato più un lavoro che un divertimento e il tutto era molto noioso”. - È vero che negli Iron Maiden eravate costretti ad ascoltare heavy metal tutto il tempo, come ha detto Dennis Stratton? PDA “Si, è vero, quello è stato il motivo per cui abbiamo entrambi lasciato;non siamo amanti dell’ heavy metal”. - Gli Iron Maiden hanno reagito bene alla tua dipartita, e con “Number of the Beast” hanno ottenuto successo. PDA “È vero, però molti pezzi li abbiamo scritti io e Steve 4 anni fa e poi non li abbiamo usati perché pensavamo non fosse il momento adatto. Certo è che la mente del gruppo è Steve Harris e lui si che è nell’ heavy metal. Per lui è un modo di scaricare l’ aggressività sul palco ogni sera”.

Ex-Membri-Dennis Stratton

Dennis StrattonFece parte della formazione per circa un anno, registrando il primo album “Iron Maiden”. Pur essendo una seconda scelta, (la prima come detto era Adrian Smith) e di età superiore a quella del resto della band (allora aveva 27 anni) riuscì sempre a sopperire con energia ed entusiasmo sufficienti e contribuì a rendere storici i primi grossi concerti della band. Proveniente da Canning Town, nell’ East End, prima degli Iron Maiden fece parte di una band di bolgie chiamata “Remus Down Boulevard”. Pare che fosse estremamente simpatico e divertente. La sua dipartita dalla band (sostituito da Adrian Smith) non fu senza polemiche. Fu a lui attribuita una serrata campagna denigratoria nei confronti degli Iron Maiden e, in particolare, di Steve Harris che accusò di essere come un sergente maggiore pronto a licenziare chiunque per il suo interesse (od il bene della band a seconda dei punti di vista). Uscito dai Maiden formò i Lionheart, con cui suonò a Reading nell’ 81 destando scarso interesse. Il loro suono aveva un sapore nettamente americano che gli inglesi non sembrarono molto gradire. I Lionheart, dopo un paio di cambi di formazione (i batteristi sembrano non avere vita lunga nella band) ottennero un contratto con la EPIC negli States e pubblicarono un album nell’ 84 dal titolo “Hot Tonight” che fu reperibile per lungo tempo solo come import. Concentrarono il loro lavoro soprattutto negli States e di loro ricordo solo una data inglese al Marquee. Successivamente la band sembra essere in una situazione un po’ confusa con Rocky Newton, il bassista, membro ora dei nuovi MSG, mentre Steve Mann ha lavorato con Max and the Metal Broadway Choir e poi con MSG lui stesso. Di Dennis Stratton non si hanno notizie certe. - Pensi sia difficile trovare un contratto discografico in Inghilterra? DS: “<Un contratto con una casa discografica non si ottiene solo scrivendo una buona canzone o semplicemente essendo una buona band. È necessario che ci sia una certa alchimia tra il gruppo, il management e le agenzie, cosa che è sempre mancata, una serie di fattori che non si sono mai incontrati nel modo giusto per permetterci di recuperare un contratto. È tutto un giro di grandi operazioni ed azioni che devono essere messe in atto dal management stesso. Una piccola casa discografica di Newcastle era interessata a noi, ma prima di farci firmare un contratto, volevano sapere quali grandi case discografiche erano interessate ai Lionheart; gli dissi che nel momento in cui le maggiori etichette si fossero rivolte alla band, non avremmo certo considerato la possibilità di un contratto con una casa discografica minore. Il problema era che non volevano rischiare soldi su di noi e così, anche se avrebbero voluto scritturarci, non avremmo avuto un contratto>”. - Cosa ti ha portato alla decisione di lasciare gli Iron Maiden? DS: “<La mia dipartita dalla band non ha niente a che vedere con la musica in se stessa o con i ragazzi. È stato a causa del management che aveva troppo controllo sulla band, dicendoti che tipo di musica dovevi ascoltare. Avevamo il permesso di ascoltare solo certi tipi di musica, heavy metal fondamentale, ma dopo averlo suonato sempre in tour, avrei voluto ascoltare anche qualcosa di diverso, mi piace ascoltare vari generi di musica. Il problema è sorto durante il tour con i Kiss, che è durato molto a lungo; ci fu un diverbio tra il management e me perché stavo ascoltando della musica che non era heavy metal. Una volta finito il tour con i Kiss, nacquero altri problemi e il disaccordo si accentuò sempre di più fino a portarci alla rottura definitiva>”. - Quanto ti ha influenzato l’ esperienza con gli Iron Maiden? È stata la tua prima band importante?

DS: “<Si, è stato il gruppo più grande di cui ho fatto parte. Tutte le altre band non erano mai arrivate ai livelli degli Iron Maiden, anche se all’ epoca, avevano appena iniziato ad affermarsi. È stato l’ unico gruppo serio ed importante in cui ho suonato, a parte i Lionheart>”.

- Secondo te il rock sarà un fenomeno duraturo? DS: “<Non cesserà mai di esistere. La gente nel ’74 /’75 diceva che ormai il rock era finito, invece non è stato così. Gruppi come i Led Zeppelin, per esempio, non sono mai stati tra i più venduti, mentre invece bands come Foreigner o AC/DC guadagnano molto. I Foreigner sono il classico esempio di gruppo ricercato dalle case discografiche, gruppi che vendono in tutto il mondo e che vanno al di là delle mode>”.

Ex-Membri-Clive Burr

Clive Burr

Quando un musicista se ne va una band, le frasi tipiche che si sentono sono: “differenze musicali… la dipartita è stata amichevole… intende intraprendere una carriera solista”. Nel caso di Clive Burr la spiegazione ufficiale fu “ha deciso di smettere con la musica, di ritirarsi”. A me è sembrato uno di quei casi in cui si chiede ad un dipendente di prendersi una lunga ed illimitata vacanza, ovvero di non tornare. Clive era abituato ai lunghi periodi di inattività. Quando lasciò i Samson all’ inizio del ’79 passò un anno a fare lavori di vario genere prima di accasarsi con gli Iron Maiden. Anche lui proveniente dall’ East End di Londra, fu raccomandato alla band da Neil Kay. Clive si adattava perfettamente allo stile della band. Veloce, fantasioso, passava con fluidità da un tempo all’ altro come se fosse nato con le bacchette in mano. Il suo stile ricordava un po’ quello di Winne Appice, o di Bill Ward. Se mi è consentito, il suo difetto fu quello di non seguire lo sviluppo musicale degli Iron Maiden. Probabilmente non si adattava a sufficienza alla voce di Bruce Dickinson. “Number of the Beast” fu un autentico capolavoro, ma ricco di artifici di studio che smussarono e resero compatibili i due elementi. Sul piano pratico, nei concerti, Bruce e Steve facevano fatica a stargli dietro ed il problema tecnico si sviluppò divenendo un contrasto di personalità. Secondo la band, Clive cominciò a chiudersi in un mondo suo credendo di essere vittima di un complotto e che tutti ce l’ avessero con lui. Il tutto pare fosse esagerato dalla sua sempre maggiore inclinazione a fare uso di droghe. Il benservito arrivò nel Natale ’82 con il cappone. I giornali dissero che Clive si sarebbe ritirato dall’ attività. In effetti dopo poco tempo era già al Marquee a suonare con la sua nuova band chiamata Escape. L’ errore di base fu quello di abbinare il suo nome a quello della band (Clive Burr’ s Escape) che, notoriamente, non è una mossa molto astuta perché incontra un muro di preconcetti nell’ ambito delle case discografiche che sembrano non amare nomi ed abbinamenti del genere. Il gruppo comprendeva vecchi amici degli Iron: Chris e Tino Troy erano nei Praying Mantis, mentre Bernie Shaw (ex Grand Prix) che fece parte dell’ ultima formazione dei Mantis. Dovettero cambiare il nome della band due volte per problemi di omonimia, Tigon (il secondo), era un copyright di qualchedun’ altro, compresa una lavanderia. L’ ultimo nome da annoverare nella lista fu Stratus, che registrarono un album in Germania allo scopo di presentarsi alle case discografiche con un prodotto finito. La porta non è mai stata aperta ed al momento credo che gli Stratus siano in una fase di stanca dopo che nell’ 84 ottennero alcune date della tournee inglese di Spider ed Alaska. “<Quando ero negli Iron Maiden eravamo in tournee per 9 mesi alla volta. Era dura e non pensavo che mi sarebbe mancata. Pensavo sarei diventato un uomo da pipa e ciabatte, ma la mia nuova band è così brava che non vedo l’ ora di andare in tournee>”. Forse per Clive i tempi d’ oro sono ancora da venire. Glielo auguro di cuore.

Ex-Membri-Blaze Bayley

Blaze Bayley

Vocalist che ha rimpiazzato Bruce dopo che ha lasciato la band nel 1993. Caratterizzato dalla sua voce potente ma forse non adatta al Maiden-Sound. Entra nella band da The X Factor e rimane fino a Virtual XI per poi essere sostituito da ancora dallo stesso Bruce. Comunque mantiene tuttora ottimi rapporti con la band ed è protagonista di un'ottima carriera solista, di qualità superiore a quella del suo periodo con i Maiden. 

 

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