Bruce Dickinson

Data di nascita: 07/08/1958
DATO TECNICO
Usa microfoni Shure SM58 con un sistema senza cavo della Sony
Air Raid Siren è il soprannome, dopo che infranse con un urlo un lampadario del Chelsea College durante un concerto dei Samson.
Voleva fare il batterista, ma in giovane età Bruce non era certo un ragazzo che tenesse fede ai propositi. In lui c’ era una certa battaglia fra l’ interesse per lo studio, che fra alti e bassi lo ha portato giù da Sheffield per laurearsi al Queen Mary College, e la passione per la musica. Il suo primo contratto con il “biz” a 8 anni quando suo padre, che possedeva un hotel, ospitò un paio band in occasione di un party. Arrivato a Londra bazzicò con alcune bands fino a quando, proprio nel giorno della laurea, fu chiamato alla corte di Paul Samson. Rimase nei Samson per due anni e mezzo, durante i quali, scatenò istinti animaleschi in più di un’ occasione. Di quei tempi Bruce era un vero esempio di abuso della propria salute. “<Quando registrammo “Head On” eravamo così fumati che non mi riesce di ricordare nulla. Ci ritrovammo il prodotto finito nelle mani senza essercene resi conto. L’ unica memoria di quel periodo è un giorno in cui presi i bastoncini di Thunderstick e glieli infilai nel sedere. Fu molto divertente>”.
Con i Samson Bruce registrò due albums, “Head On” e “Shock Tactics” (ripubblicati poi dalla EMI in una compilation dal titolo “Head Tactics”) ed il suo primo concerto fu a Reading nell’ 81. da allora il suo posto negli Iron è sempre stato solido e mantenuto con sicurezza. Nell’ ambito degli Iron ha un posto particolare, è l’ intellettuale del gruppo e, di certo, non potrà mai essere accusato di scrivere testi banali. “<Non ho mai scritto di sesso, mi sono sempre sentito troppo imbarazzato. È così ridicolo … Sono affamato d’ amore ecc. non riuscirei a stare sul palco e cantare stronzate del genere. Noi non cerchiamo di essere macho e di impressionare le ragazze, la nostra mascolinità ha spesso un’ angolazione un po’ buffa, un po’ è anche l’ esuberanza che pervade la nostra musica ed i nostri concerti o, forse, perché non mi piace sembrare un frocio>”.
Da quando è arrivato negli Iron è cambiato: da disordinato e scimmiesco ad ordinato individuo sia nel privato della sua casa di Chiswick che nel suo stile di vita in tournee.
“<Non dico di essere assolutamente pulito e di non toccare nulla, ma quando sono in tour trovo che sia più facile mantenere al salute>”.
Contrariamente a quanto molta gente pensa degli artisti di heavy metal, Bruce è una persona intelligente, divertente da intervistare. La sua grande passione è la scherma. Ha anche un patentino da insegnante professionista. “<Mi è sempre piaciuto tirare di scherma sin da quando andavo a scuola, ero capitano della squadra di scherma fino a che non mi buttarono fuori. Quando entrai nella musica, entrai in un circolo vizioso dove più cose avevo da fare, meno mi allenavo; meno mi allenavo e più perdevo, più perdevo e meno mi divertivo, così smisi completamente. Cinque o sei anni dopo mi sono ritrovato alle 4 del mattino nel corridoio di un albergo, affamato e totalmente ubriaco cercando cibo nei vassoi degli altri clienti. Mi sono chiesto: ma come mi sto riducendo? Una volta avevo un cervello e leggevo libri ed ora sono il prototipo dello stronzo che fa rock ’n’ roll. Così ho deciso di riprendere a tirare di scherma>”.
Dal punto di vista fisico, la scherma è sport completo, non paragonabile allo sforzo che un cantante fa durante un concerto, tuttavia … “<Ti consente di liberare un sacco di aggressività in modo costruttivo, l’ essere semplicemente aggressivi non ti porta a nulla, devi saperti controllare. La scherma è uno di quei sport dove non c’ è il tempo di pensare alla tecnica. È tutta una cosa istintiva e si impara soprattutto a livello di subconscio>”.
Sia come schermidore che come cantante, Bruce è un vero professionista, abilissimo nel controllare, incitare, far esplodere le folle, è difficile che abbia una serata storta. Sul palco il suo è un pazzo, ma controllato agitarsi. Sa parlare al pubblico mettendosi al loro stesso livello, dimenticando di essere un laureato in storia. La chiave del suo successo sembra essere proprio nel suo modo di arrivare alla gente.
“<Ho cominciato veramente ad analizzare l’ idea di definire il successo come un grado di comunicare con la gente. Qualche volta vai sul palco ed è come se qualcosa si impossessasse di te. Non si tratta di nulla di occulto ma è come se la canzone fosse te e tu fossi la canzone. Ho ricevuto una lettera da una ragazza francese che diceva di non riuscire a capire le parole che stavo cantando, ma poteva capire tutto quel che volevo dire dalla mia faccia e dai miei occhi. Questo è quello che io chiamo successo>”.
Non ha mai nascosto che la sua prima influenza sia stata quella di Ian Gillan, peccato che da lui abbia appreso anche come segare le gambe nelle partite di calcio. Anche i gentlemen mangiano fagioli.
Nell’ album “Somewhere in Time” Bruce non ha scritto praticamente nulla, sorprendendo molta gente.
“<Non scrivo su ordinazione, ecco perché non c’ è nulla su “Somewhere in Time”. Quando ho cominciato a scrivere ho trovato che tutto mi veniva estremamente heavy metal perché pensavo di dover fare le cose in quel modo. Ho finito per scrivere cose per cornamuse, musica folk, tipo Jethro Tull, che non si adattava assolutamente agli Iron. “Revelations” e “Powerslave” invece, avevano molta ricerca alle spalle sull’ antico Egitto e sul culto di Osiris, ed avevamo molte immagini di vari aspetti della religione>”.
